Essere ai primi posti su Google non basta

Che cosa si può fare per migliorare la visibilità su Google e negli altri motori di ricerca? Solitamente si applicano tutta una serie di tecniche e di strategie SEO che permettono di migliorare il posizionamento.

Sappiamo infatti che i siti web posizionati nei primi posti avranno una maggiore probabilità di essere scelti rispetto a quelli presenti in posizioni più arretrate.

La presentazione è importante

Esiste però un altro aspetto da tenere in considerazione oltre alla semplice posizione nella SERP (search engine result page, ovvero la pagina che contiene i risultati di un motore di ricerca), sto parlando di come il risultato stesso appare.

L’aspetto visuale ed i contenuti visualizzati nei risultati delle ricerche giocano un ruolo fondamentale nella scelta degli utenti.

I testi e le immagini influiscono infatti nelle decisioni che gli utenti compiono. La percentuale di persone che dopo aver effettuato una ricerca su Google e visto un elenco di risultati, sceglie un sito piuttosto che un altro è strettamente legata a cosa viene mostrato. Si parla quindi di CTR cioè la percentuale di click che portano al raggiungimento di un obiettivo, in questo caso la visita al nostro sito.

Microdati e Schema.org

È proprio qui che entrano in gioco i microdati ed il progetto schema.org. Si tratta di un meccanismo che rende possibile l’invio di dati ed informazioni strutturate ai motori di ricerca.

Che cosa si intende per informazioni strutturate?

L’evoluzione delle tecnologie software permette di gestire quella che è definita come la “semantica delle informazioni”. I software possono in un certo modo capire e distinguere il significato delle informazioni e dei dati che manipolano.

Per raggiungere questo scopo è necessario strutturare le informazioni creando degli schemi che definiscono particolari concetti mediante delle opportune astrazioni.

Nel caso dei motori di ricerca, l’adozione del linguaggio HTML5 e l’integrazione dei microdati attraverso schema.org è la modalità con cui si cerca di interpretare i contenuti dei siti web per rispondere in maniera appropriata alle domande degli utenti.

I microdati ed i rich snippet

Il risultato finale  di questa analisi ed aggregazione di informazioni è la visualizzazione di questi dati nella SERP.

Fornendo a Google informazioni che definiscono entità concettuali come una ricetta (composta da dosi, tempi, difficoltà, ingredienti ecc.), piuttosto che una recensione di un film oppure la descrizione di una località, si è in grado di ottimizzare ulteriormente il posizionamento ed agire su quello che è l’aspetto dei risultati sfruttando i rich snippet e quindi influenzare la visibilità.

Esempio di rich snippet

Figura 1: Esempio di rich snippet

Da qualche tempo vediamo infatti delle informazioni aggiuntive che arricchiscono la SERP come ad esempio immagini, recensioni e così via. Tutte queste informazioni sono presentate anche con l’uso di grafiche che attirano l’attenzione dell’utente e possono incentivare il click aumentando quindi il CTR.

Creare un sito ottimizzato per i motori di ricerca significa realizzare un sito web che per prima cosa offra un servizio di qualità e informazioni utili agli utenti. I microdati sono uno degli strumenti che possono essere usati nel SEO per raggiungere questo scopo.

I motori di ricerca, Google in primis, considerano fondamentale l’esperienza positiva di navigazione degli utenti in un sito e la deducono anche da aspetti tecnici come la presenza di meta-informazioni strutturate con Schema.org.

Leonardo Finetti

Leonardo Finetti
Si occupa di informatica dalla metà degli anni novanta principalmente in ambito web con tecnologie Open Source. Esperto di Drupal e di SEO offre consulenze in tali ambiti e nel tempo libero si diletta scrivendo articoli di informatica ed anche di design, ergonomia, usabilità e sicurezza.